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L'Uomo

Breve biografia di Romano Pascutto

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Romano Pascutto è nato a S. Stino di Livenza il 7 luglio 1909 da una modesta famiglia di artigiani. A seguito dell'invasione austro-ungarica conseguente la "rotta di Caporetto" nell'ottobre del 1917, fu profugo a Firenze con la sua famiglia per due anni. Quindi il rientro al paese e il successivo trasferimento a Pordenone, dove il padre aveva trovato un migliore sbocco alla sua professione di sarto. Lì, frequentò le scuole tecniche ed ebbe come intimo amico quello che sarebbe diventato - nel tempo - uno nei maggiori pittori del '900 italiano: Armando Pizzinato, con cui fu stretto da solida amicizia per tutta la vita. All'affacciarsi del fascismo, accompagnandosi a illusorie speranze di rinnovamento sociale a cui si ispirava il padre, visse un breve periodo di incertezza politica, subito travolta dall'assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, che determinò in lui la scelta definitiva della sua collocazione politica in opposizione al regime mussoliniano. Dopo una breve detenzione nel carcere di S. Maria Maggiore a Venezia, imputato di sobillazione contro il fascismo, decise di cercare - fuori d'Italia - lo sbocco al suo bisogno di libertà e democrazia.

Fu a Tripoli come funzionario di Compagnie di Navigazione per 12 anni, fino al rientro coatto in patria - nel 1943 - a causa dell'occupazione del capoluogo libico da parte degli Alleati Angloamericani. La nascita della Resistenza all'occupante nazista lo vide in prima linea nelle brigate partigiane operanti nella bassa liventina.

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Intanto si era sposato con la Sanstinese Rina Artico, da cui avevano avuto una figlia, Camilla, dalla quale ebbe grandi ispirazioni poetiche e letterarie nel corso di tutta la sua vita di scrittore, poeta, commediografo, giornalista e organizzatore politico.

Dopo la liberazione iniziò a pubblicare alcuni volumi di poesia in dialetto e in lingua (Tempo de Brumesteghe, 1971) e, successivamente, una serie di libri che ebbero grandi consensi di critica, aprendo finalmente la sua opera a notorietà di grande rilievo.

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Colpito da una grave forma di insufficienza renale, fu costretto ad una continua lotta per la sopravvivenza, anche nel corso del suo mandato di Sindaco di San Stino (1975 - 1980), mentre continuava a scrivere, destando grande ammirazione da parte di illustri protagonisti della cultura Italiana contemporanea. Visse comunque i suoi giorni in totale simbiosi con la famiglia e il suo popolo, lasciando una traccia profondissima del suo genio poetico e dell'impegno sociale e umano che ne ispirò la vita intera.

Romano Pascutto è morto all'ospedale di Treviso l'8 aprile 1982.

La sua tomba nel cimitero di San Stino, in uno con la moglie e la figlia, raccoglie anche le spoglie del genero Marcello Boccato, recentemente scomparso, che fu un grande ammiratore e sostenitore della sua Opera.

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